

Le aziende che lavorano sul trasporto e la consegna di merci, sanno quanto sia importante l’imballaggio al fine di far arrivare i prodotti perfettamente integri e migliorare la soddisfazione del cliente.
Oltre a pensare ai materiali da imballaggio più adatti da usare di volta in volta, magari scelti nella loro versione biodegradabile e sostenibile, è altrettanto importante sapere come smaltire ogni variante, soprattutto se parliamo di imballaggi in materiale misto, spesso utilizzati per il corretto trasporto di prodotti particolari o fragili.
Vediamo quindi cosa si intende per imballaggi misti e quali sono le prescrizioni di legge che regolano il loro giusto smaltimento.
In cosa consiste un imballaggio primario, secondario e terziario
Secondo la direttiva europea 2004/12/CE, si intende imballaggio un contenitore o un prodotto composto da uno o più materiali insieme, che serve a proteggere e trasportare la merce durante il trasporto o mentre si trova in stoccaggio in magazzino.
Gli imballaggi si suddividono in varie tipologie, a seconda del loro impiego all’interno della filiera:
- L’imballaggio primario è quello che arriva al consumatore, quindi la confezione finale utile per la protezione della merce.
- L’imballaggio secondario prevede invece un insieme di prodotti uniti fra loro, che sono confezionati insieme per essere consegnati a un rivenditore che poi li smista per la vendita al dettaglio. Lo scopo è quello di rifornire gli scaffali con meno consegne possibili, facendo attenzione a imballare ogni collo in modo che non si danneggi o non rovini quello vicino.
- L’imballaggio terziario è quello previsto per il trasporto dei prodotti all’interno dei mezzi per la logistica, che prevede quindi l’uso di materiali resistenti e protettivi, come il legno, il cartone ondulato e la carta da utilizzare come riempitivo.
La scelta dei materiali usati per gli imballaggi primari dipende dal tipo di prodotto che viene trasportato, mentre per i secondari e i terziari si usa soprattutto legno e cartone ondulato a tre strati, preformati e in grado di sopportare urti e sollecitazioni.
Cosa si intende per imballaggi misti
Gli imballaggi misti consistono in confezioni, riempitivi e separatori di forma e materiale diverso, come ad esempio quelli formati da carta, cartone, plastica, patatine biodegradabili e polistirolo, usati tutti insieme per assicurare l’integrità della merce durante il trasporto. Pur trattandosi di soluzioni estremamente funzionali, al momento dello smaltimento possono sorgere dubbi ed errori, che comportano sanzioni molto salate se accertati dalle autorità competenti.
Per evitare multe, ma anche per preservare l’ambiente e favorire il processo di riciclo, è quindi importante conoscere la normativa vigente, che cambia spesso e che si aggiorna insieme all’introduzione di nuovi materiali e soluzioni nel mondo dell’imballaggio. Quando si legge pertanto il codice CER 15 01 06, questo indica che l’imballaggio non può essere gettato come elemento unico, ma deve essere separato nei suoi vari componenti, solitamente facili da identificare.
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Questa dicitura non deve essere confusa con quella degli imballaggi compositi, che sono formati anch’essi da diversi materiali, ma questi non possono essere separati. Ad esempio, una scatola di cartone, con all’interno pluriball e polistirolo, costituisce un imballaggio misto, perché ogni parte può essere estratta e smaltita separatamente. Una confezione del succo di frutta in carta e plastica, unite fra loro, non può essere smontata e pertanto rientra nella categoria degli imballaggi compositi.

L’importanza di smaltire correttamente gli imballaggi misti
Disperdere gli imballaggi misti nell’ambiente ha un alto potenziale inquinante, in quanto la plastica e il pluriball. Inoltre, se si riciclano tutte le componenti degli imballaggi misti, è possibile realizzare nuovi prodotti, alimentando economia circolare e evitando l’utilizzo di materie prime vergini.
Questo, infatti, permette di preservare le risorse non rinnovabili presenti in natura, limitando lo sfruttamento intensivo del terreno per la creazione della plastica e dei materiali sintetici.
La carta e il cartone riciclato, così come le patatine in amido, hanno comunque un costo ridotto rispetto ai prodotti da imballaggio di prima mano, pertanto sono anche convenienti per le aziende e aiutano ad ammortizzare i costi, assicurando la medesima ottima funzionalità.
Consigli per le aziende nello smaltimento degli imballaggi misti
Iniziamo dicendo che la responsabilità del giusto smaltimento non è solo a carico del produttore iniziale, ma anche del consumatore, che è chiamato alla separazione delle varie parti che compongono l’imballaggio.
La separazione prevede l’individuazione delle componenti in carta e cartone, plastica, vetro, legno e materiali non riciclabili, il tutto in buone condizioni e non contaminato da sostanze esterne.
Da parte delle aziende, per evitare quanto più il proprio impatto ambientale nell’imballaggio, è fondamentale indicare in maniera chiara i vari materiali e componenti dell’imballaggio misto, cercando di evitare quanto possibile l’utilizzo di materiali non riciclabili o utilizzando alternative più sostenibili. Un esempio sono i materiali riempitivi in cartone, in sostituzione a polistirolo o pluriball realizzati in materie plastiche.
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